Primarie PD: l’elettorato cosa ha chiesto ai candidati su Twitter?

Quanto è utile Twitter in campagna elettorale? Abbiamo approfittato delle Primarie del PD, che si sono svolte lo scorso weekend, per comprendere quali richieste arrivano dai cittadini ai candidati sindaco del centro-sinistra attraverso Twitter. Abbiamo analizzato slogan, hashtag e mention per capire quale comunicazione è stata vincente. Le community di potenziali elettori analizzate sono state quelle di Roma e Napoli.

Per chi si interessa al marketing elettorale, le Primarie PD rappresentano un’anteprima delle future campagne elettorali, soprattutto per i candidati sindaco. Con Politic Buzz abbiamo, così, monitorato l’evolversi della situazione in rete e la mobilitazione dei cittadini a colpi di tweet.

Con i risultati ormai acquisiti (a Roma ha vinto Giachetti, a Napoli Valente) facciamo un passo indietro e andiamo ad analizzare i principali temi emersi su Twitter.  Le conversazioni prese in esame sono relative al periodo compreso tra il 10 febbraio e il 1 marzo 2016.

Abbiamo deciso di mettere da parte la comunicazione politica prodotta dai candidati, analizzando lo scenario dalla parte degli utenti/elettori, concentrando la nostra analisi sui tweet in entrata, quelli in cui sono stati menzionati in maniera diretta i protagonisti politici.

Su 10 candidati (6 per Roma, 4 per Napoli) l’unica candidata rimasta esclusa è stata la romana Chiara Ferraro, che non dispone di un account Twitter ufficiale.

Il primo dato che balza all’occhio è l’esorbitante differenza nei risultati: sono solo 390 i tweet che menzionano i quattro candidati partenopei, contro i 9.722 per i cinque romani, segno che il tema che ha appassionato online i cittadini della capitale ha lasciato quasi indifferenti i napoletani. In entrambi i casi comunque su Twitter le primarie non hanno tirato particolarmente.

Da #PrimarieFarsa a #maipiùprimarie: la contestazione viaggia su Twitter

È il sentiment negativo a connotare i tweet in entrambi i contesti virtuali. Le conversazioni negative prodotte dai romani sembrano più numerose (77% del totale) di quelle napoletane (59% del totale). Se consideriamo che le conversazioni politiche hanno quasi sempre segno negativo, la disparità riscontrata esprime un rapporto quasi proporzionale: all’aumentare del numero di conversazioni, cresce il  sentiment negativo.

In  particolare c’è un’intero filone di hashtag, che descrive un forte sentimento di sfiducia verso lo strumento delle primarie. Da #primarieFarsa a #PrimarieFlop, da #Maipiùprimarie a #IoNonVotoalleprimarie, molti utenti scelgono di esprimere il loro dissenso sulle modalità di voto e le logiche di partecipazione democratica, indipendentemente dalle preferenze verso uno specifico candidato

Primarie PD a Roma: Giachetti, Morassut, Mascia, Pedica, Rossi e l’ombra di Marino

Nella capitale, la classifica dei candidati più twittati di Politic Buzz vede in testa Giachetti, con Morassut al 2° posto.

C’è, dunque, corrispondenza tra il risultato delle urne e la popolarità raggiunta su Twitter.

Classifica_politici_PrimariePD_Roma

I topic discussi, rintracciati attraverso gli hashtag, risultano essere quelli lanciati dai vari candidati in campagna elettorale come slogan.  Tra questi spicca #TuttaRoma (2.785 occorrenze), slogan di Giachetti.

Un altro hashtag particolarmente interessante è #iostoconMarino, nato ad Ottobre durante la crisi della giunta Marino. Trovare traccia di questo movimento d’opinione in queste primarie  testimonia quanto l’elettorato romano non abbia ancora del tutto metabolizzato le modalità con cui si chiude quell’esperienza politica e che il consenso dell’ormai ex sindaco ha ancora radici profonde. Nel caso specifico l’hashtag viene utilizzato per contrastare esplicitamente Giachetti.

Gran parte degli hashtag ha dunque carattere motivazionale, in reazione alle sollecitazioni delle campagne elettorali dei candidati.

Altro trend interessante è costituito  dagli hashtag di tipo descrittivo-giornalistico, volti a raccontare la competizione (#Roma con 595 occorrenze e #primarieroma con 426).  A conferma del ruolo di “second screen”  assunto da Twitter, ecco comparire #inmezzora con 915 occorrenze, conseguenza della puntata televisiva dedicata dalla Annunziata alla competizione il 28 febbraio, o #corrierelive con 299 occorrenze, grazie alla diretta organizzata dal Corriere.it per un testa a testa tra Giachetti e Morassut il 16 febbraio.

Stranamente marginali risultano i temi politici specifici. Nessuna istanza degli utenti raggiunge soglie rilevanti in termini di occorrenze, segno che la campagna elettorale delle primarie non ha favorito la generazione di una discussione pubblica su questioni concrete. Ciò nonostante,  le richieste dei cittadini non sono mancate, a conferma di quanto Twitter sia ormai percepito come canale alternativo per presentare in modo più diretto le proprie istanze al politico di turno. Tra questi  segnaliamo:

  • #maipiùnotaio, #concorsone e #abilitatitfa, dove si richiede al governo un concorso meritocratico e si usano le primarie strumentalmente sia per motivi di visibilità che per provare ad inserire i temi nell’agenda dei candidati;
  • #prolungamentometroB e #lineaA,  dove l’attenzione è evidentemente rivolta allo sviluppo della linea metropolitana;
  • #nocaniliprivati.

Molti tweet si sono concentrati poi su problematiche fortemente localistiche, relativi a criticità delle singole municipalità: a farla da padrone gli hashtag dell’11ª municipalità (#municipioXI, #municipio11, #municipioXIcon ).

Se spostiamo il focus sulle conversazioni di ogni singolo candidato, possiamo delineare un quadro composito.

Gachetti Primarie PDGiachetti è spesso menzionato in associazione ad altri personaggi politici (#IoStoConMarino, #Rossi, #MasciaEOrso, #Grillo, #Bertolaso) e, seppur in maniera residuale, ad alcuni temi politici definiti (#NonVotareChiSporca, #BarriereArchittetoniche, #AbilitatiTFA, #ManuPulite, #Assunzioni). Curioso l’hashtag #GuerrieroNonViolento che raccoglie i complimenti dei suoi sostenitori per il suo temperamento e per le sue doti umane.

Stesso discorso Mascia, che oltre all’ironia giocata sul suo nome (#MasciaEOrso) si trova affiancato a diverse questioni reali (#TrasportoPubblico, #Diritti, #Ecologia, #Giustizia, #Affittopoli, #Mafia, #NoCaniliPrivati).

Il coinvolgimento di Morassut risulta invece associato a questioni inerenti alla mobilità (#LineaC, #ProlungamentoLineaB, #Ciclabilità) e al territorio (#StadioDellaRoma, #StadioFlaminio, #PinetaSacchetti, #Colosseo).

Oltre al consueto discorso di sostegno Rossi è associato, seppur in maniera blanda, a tematiche internazionali (#Libia, #IsisEPetrolio).

Su Pedica nessun topic si diffonde in modo significativo.

Hashnet_Roma

A Napoli “Valente VS Bassolino”: slogan dopo slogan su Twitter vince Bassolino

L’analisi delle Primarie tenutesi a Napoli risente della bassissima diffusione del dibattito su Twitter. Con Politic Buzz abbiamo rilevato che Bassolino è stato il candidato più menzionato (181 mention). Probabilmente il candidato è stato avvantaggiato dall’aver iniziato per primo la campagna elettorale, rispetto ai competitor, ma nonostante ciò si piazza dietro Pedica, il meno menzionato della competizione romana con 310 tweet.

Primarie PD Napoli

La prima conseguenza di questo scenario è la totale assenza di hashtag slegati dalle comunicazioni elettorali o giornalistiche. Tra i primi 4 hashtag individuati: #Napoli (71 occorrenze), #NapoliVale (67), #Napoliriparte (50), #AndiamoAvanti (37), il primo è chiaramente un hashtag descrittivo, gli altri 3 sono legati al marketing elettorale di Bassolino e Valente. Gli slogan di Bassolino la fanno da padrone, molti dei quali lanciati per strizzare l’occhio alla diffusione sui social network, parafrasando lo storico slogan del 1993 “passo dopo passo”  (#casadopocasa, #casapercasa #postdopopost, #andiamoavanti).

L’assenza di temi spontanei si ripercuote anche sui toni delle conversazione: nel focus sulla città di Napoli non si fanno strada critiche e accuse di alcun tipo. Questo elemento si traduce in una minor prevalenza di tweet negativi, ma può anche essere letto come un maggior disinteresse. Le uniche due istanze rilevate sono #precarigiustizia e #buonagiustizia indirizzati alla candidata Valente.

Hashnet_Napoli

Concludendo

Le Primarie del PD su Twitter, nonostante una diffusione non eccezionale, hanno rappresentato un’anteprima interessante in chiave di marketing elettorale. Gli utenti usano consapevolmente questo social network per arrivare ai rappresentanti politici di riferimento e provare ad imporre i  propri temi nell’agenda politica, soprattutto in campagna elettorale. Specie a Roma, abbiamo visto quanto la sponda mediatica non ci sia stata, ma il meccanismo “dal basso” è ormai rodato.

Diventa sempre più strategico per i politici imparare ad ascoltare i cinguettii per orientare le loro scelte in modo strategico.

Secondo voi quale politico saprà trarre vantaggio dalla sua presenza su Twitter alle prossime amministrative?

Articolo scritto in collaborazione con Valentina Sturiale e David Consolazio