Dal lockdown alla #fase3: l’evoluzione delle emozioni degli italiani durante la pandemia

Quali sono state le emozioni degli Italiani espresse sui social network, durante la pandemia? Abbiamo deciso di misurare il loro stato d’animo attraverso un’analisi delle conversazioni online. L’analisi quali-quantitativa ci offre spunti interessanti, per capire al meglio l’indirizzo dell’opinione pubblica dopo il lock-down, quando dopo il 3 giugno l’Italia ha ufficialmente avviato la mobilità interregionale, dando il via alla cosiddetta Fase 3 di ‘riapertura’. Sui social media il dibattito si è subito concentrato sulle prospettive future e sulle modalità da mettere in campo per gestire al meglio la situazione. In poche ore l’hashtag #fase3 è diventato trend topic su Twitter.

 

Qual è la fase del lock-down più discussa?

Il primo dato osservato e analizzato è la diffusione dell’hashtag che, soprattutto su Twitter aiuta a raccogliere in maniera sistematica gli argomenti di discussioni e l’importanza percepita.
Immaginando di suddividere il discorso sulle misure anti-pandemia con 3 etichette abbiamo monitorato l’andamento di #fase1 #fase2 e #fase3 nel periodo compreso tra il 5 marzo e il 5 giugno. 

Ecco il dettaglio:

  • #fase1: 10.465 occorrenze
  • #fase2: 344.376 occorrenze
  • #fase3: 25.597 occorrenze

Chiaramente l’hashtag #fase3 è relativo al dibattito più recente e, da un punto di vista temporale, ha meno giorni di storico alle spalle.
Quello che colpisce subito, nell’analisi dei dati, è l’assenza di conversazioni su #fase1 sui nostri social media.
Cosa ci dice questo dato? Che il pubblico era disinteressato alle misure sul Covid-19 nella fase di massima espansione dell’epidemia? Assolutamente no, ed ecco perché.

 

#iorestoacasa vs. #Fase1

La realtà è che dal punto di vista dell’opinione pubblica, o quanto meno dell’opinione social e digitale, la fase 1 non è mai esistita e fa il suo esordio soltanto il 30 marzo:

 

Tutte le conversazioni sul tema sono state infatti assorbite da #ioRestoACasa, che funge da frame onnipresente nel racconto del Covid-19.

Osservando il trend giorno per giorno e aggiungendo questo hahstag alla nostra cronistoria “social” ecco che il quadro dell’attenzione degli italiani appare molto più chiaro.

 

I trend su Twitter

 

Fino alla metà di aprile #iorestoacasa domina le conversazioni, con numeri impressionanti e nettamente superiori agli altri hashtag, in coerenza con una fortissima emotività legata al lock-down totale, esperienza assolutamente nuova e imprevista.
Una prima sostanziale inversione di tendenza si ha il 26 aprile con il picco su #fase2. A dare il via alla crescita delle conversazioni la conferenza stampa di Conte e gli ormai famosi #congiunti.

 

 

 

 

Fino ad arrivare a pochi giorni fa con l’esordio nel dibattito pubblico di #fase3:

La conferma di come il concetto di Fase1 non fosse mai entrato nel linguaggio comune, e non configurasse una categoria a se, viene dall’analisi dei trending topic. Andando oltre le singole key-word, che restituiscono ben poco il senso di una frase, qualche indizio importante ci arriva dagli enunciati più utilizzati in associazione all’hashtag #Fase1 che sono nell’ordine:

  1. #fase2 è come #fase 1
  2. presa per il culo
  3. misure di sicurezza

Insomma anche nella percezione del pubblico #FASE1 diventa semanticamente rilevante online solo come termine di paragone con la fase2, quindi molto più tardi della sua presenza offline, nel mondo “reale”.

 

Le emozioni e la loro evoluzione nel tempo

Facciamo un ulteriore passo avanti nella percezione del fenomeno da parte dei pubblici, esplorandone il coinvolgimento emotivo.

Come hanno reagito le persone durante il “primo giorno” di ciascuna fase?
Abbiamo svolto l’analisi delle emozioni espresse dagli utenti, prendendo in esame il “primo giorno” di ogni periodo. A Viralbeat infatti abbiamo elaborato un tool che, attraverso l’analisi dei tweet restituisce le emozioni presenti nei testi e nelle conversazioni web.
La scelta delle date cui svolgere l’analisi è stata ispirata dalle indicazioni del governo: abbiamo analizzato l’8 marzo per #fase1; per #fase2 abbiamo scelto il 18 maggio, il giorno dove era prevista la riapertura di bar e ristoranti e un ritorno alla quasi normalità; il primo giorno di #fase3 è invece il 3 giugno.

Come abbiamo finora dimostrato, il traffico sull’hashtag #fase1, all’inizio del lock-down, è inesistente, mentre per gli altri due hashtag possiamo osservare come evolvono le emozioni associate alle conversazioni:

 

Emozioni e conversazioni su Twitter

Emozioni e conversazioni su Twitter

 

Le differenze più rilevanti ci sono sull’emozione del disgusto e della fiducia. Il disgusto cresce in  misura rilevante il 3 giugno, mentre il 18 maggio era praticamente inesistente.
Una forte contrazione si ha anche per l’emozione della fiducia, cui fa da contraltare la crescita della rabbia, forse legata al dibattito sulle manifestazioni di protesta che polarizzano l’attenzione dei media.

Nel cloud seguente invece possiamo osservare quali sono le key-word che più hanno connotato maggiormente le emozioni descritte, estratte dalle conversazioni web.

 

Il cloud delle key-word su Twitter

 

Pur non potendo conoscere nello specifico il senso delle conversazioni intercettate, cosa possibile solo attraverso una content analysis dedicata, è interessante osservare la correlazione riscontrata su alcuni temi.
Su tutti, segnaliamo l’associazione dell’emozione disgusto a smartworking e spiagge, il concentrarsi dell’aspettativa sui termini associabili all’azione di governo (come conte o conferenza stampa, roma ecc) e la presenza di Lombardia associata al sentimento della tristezza.

Sempre con il focus sulle conversazione del “primo giorno”, abbiamo svolto la sentiment analysis, cioè l’analisi del tono dei testi, suddiviso in positivo, negativo e neutro. Dal grafico, seguente, come si può vedere aumentano notevolmente le conversazioni positive in #fase3. Ricordiamo però che il sentiment non va confuso con il gradimento del pubblico, ma è un indicatore legato esclusivamente al tipo di linguaggio utilizzato.

 

Il sentiment su Twitter

 

E la politica?

Il nostro focus sulle community digitali durante la pandemia non può non concludersi senza un accenno alle reazioni della politica e a come i nostri rappresentanti hanno presidiato questi temi.

Abbiamo cercato di individuare i nodi che hanno alimentato maggiore dibattito, rintracciando per ogni fase i primi 10 tweet con più risposte.

In #fase1 i tweet che guadagnano la top-ten sono soltanto due: il primo di Daniela Santanchè, con 82 risposte:

 

 

il secondo di Dario Nardella, Sindaco di Firenze:

 

 

Su #Fase2 invece la politica rompe gli indugi e polarizza fortemente l’agenda di twitter, accendendo l’attenzione degli utenti. Dei primi 10 tweet più ingaggianti, ben 8 appartengono a politici nazionali.
Il primo in classifica è Luigi Di Maio, con un tweet con 2.134 risposte:

 

 

Infine su #fase3 il tweet con più risposte è quello di Carlo Calenda, con 265 risposte, presente in top ten con altri 3 tweet:

 

 

Osservare gli orientamenti del pubblico, analizzarne I comportamenti, il sentiment o le preferenze è il primo passo per un costruire una strategia solida. Qualunque sia l’ambito di comunicazione e marketing in cui operiamo.

 

Indagine condotta e redatta in collaborazione con Valentina Sturiale.

Editing a cura di Francesco Scarpelli e Massimiliano De Simone